Atenei con pochi soldati e tanti generali In dieci anni ordinari aumentati del 50%
atenei,con,pochi,soldati,tanti,generali,dieci,anni,ordinari,aumentati,delL’università italiana è un esercito di generali. I soldati sono uno sparuto drappello che si rimpolpa a fatica, manca pure la razione giornaliera. Difficile, in queste condizioni vincere la guerra.
I generali sono i baroni e i docenti attaccati alle loro poltrone, i soldati sono i ricercatori, pochi, mal pagati che non riescono ad esprimersi per mancanza di mezzi e di sostentamento. E i numeri confermano. In Italia gli stipendi più alti dei professori valgono 4,5 volte gli stipendi di un ricercatore. Negli Usa il rapporto scende a una volta e mezzo. E la parola d’ordine si chiama meritocrazia. Un docente italiano, invece, una volta vinto il concorso pubblico, sprofonda nella sua poltrona e se non si decide a fare i conti con la propria coscienza può vivere di rendita tutta una vita. Non servono pubblicazioni, non servono scoperte scientifiche per mantenere il ruolo che occupa, l’aumento di stipendio avviene automaticamente, come un impiegato delle Poste. Ed è per questo che molti fanno carte false per ottenere quel posto. È sicuro e ben pagato. Non a caso, nei nostri atenei pullulano ben 19.845 docenti. Nel 1997 erano 13.402, in dieci anni scarsi sono cresciuti del 48%. Gli associati, invece hanno raggiunto quota 19.083, con un incremento nello stesso periodo del 22,1%. E i ricercatori? Ammontano in tutto a 23.046, il loro incremento è stato di solo 12,4 per cento.
La piramide dunque si è rovesciata clamorosamente.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302975