«La Repubblica» sparge odio, poi cade nell’imbarazzo

Novembre 2, 2008 at 5:23 pm (web news) (, , , , , , )

del 30 ottobre appariva in prima pagina la foto degli scontri fra gli studenti, in seconda Dario Fo che li incitava a capovolgere l’ordine costituito. In terza gli insulti a Cossiga, poi le frasi del cobas Bernocchi che incitano alla lotta. Travaglio che alla Cattolica di Milano proclama la falsità dell’informazione televisiva. Il massacro della famiglia e della domestica della contessa Manzoni Ansidei ad opera di partigiani nel luglio del 1945 a Lugo di Romagna. Aggiungo il blog di Facebook, sul quale più di duemila persone si dicono pronte a uccidere il presidente del Consiglio. Che dire? Odio puro, concentrato odio. Ma dove si va a finire in questo modo, caro Granzotto? Infine ho letto dalla lettera del signor Bruno Di Pasquale le esternazioni di don Mazzi su Rainews in merito al maestro unico, definito carceriere, incapace di educare e insegnare, una figura inopportuna e aberrante. Non m’importa di sembrare fuori dal tempo, ma anche oggi, nonostante tutto, cercherò di amare il prossimo come me stesso. Lo so, è difficile, ma ci provo perché credo sia giusto.Maurilio Magistroni – Vittuone (Mi)L’odio è sempre stato il companatico della sinistra, caro Magistroni, a cominciare da quello di classe in nome del quale sono state commesse stragi bestiali. Naturale, quindi, che non essendo spontanee ma orchestrate dalla sinistra politica e della società detta civile, le chiassate studentesche di questi giorni grondino odio. A Torino, una bambina delle elementari, sei-sette anni al più (e ripeto: ma il Telefono Azzurro cosa ci sta a fare?), sfilava tutta giuliva innalzando un cartello con questa scritta: «Ho pestato una Gelmini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302845

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