Afghanistan, attentato contro un governatore. Quattro morti
Il governatore della provincia meridionale afghana di Logar è rimasto ucciso nell’esplosione di una bomba al passaggio dell’auto sulla quale viaggiava. Con Abdullah Wardak sono rimaste uccise anche tre delle sue guardie del corpo. L’attentato è avvenuto sabato mattina vicino a Kabul. Un ufficiale di polizia ha detto che Wardak è rimasto ucciso quando un ordigno azionato a distanza è esploso vicino alla sua macchina. Nell’esplosione, sempre secondo l’ufficiale, sono morti, oltre al governatore, il suo autista e due delle sue guardie del corpo. Il capo della polizia locale di Logar ha invece affermato che il governatore è morto in un attacco suicida, avvenuto mentre stava lasciando la sua abitazione per raggiungere l’ufficio. Secondo quest’altra versione, il kamikaze lo stava aspettando, appostato vicino alla residenza. Appena ilgovernatore è uscito da casa insieme al suo autista, si sarebbe fatto esplodere. Wardak, ex comandante di una fazione armata che aiutò gli Usa nel 2001 a rovesciare il governo dei taleban, nonché ex ministro nel governo del presidente Hamid Karzai prima di diventare governatore del Logar, è il secondo governatore provinciale ad essere assassinato in un attentato in anni recenti.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78970
Razzismo, le seconde generazioni s’interrogano sui blog – Internet
«Credo che non vi sia alcuna preoccupazione, nessun pericolo, non la viviamo nel nostro Paese e ritengo che non si viva in Europa l’ipotesi di un Paese razzista, nella maniera più assoluta». È con queste parole tratte dal discorso di insediamento di Renato Schifani alla Camera, che un blogger – nome ‘di battaglia’ NoirPink – inizia un suo discorso contro le radici dell’odio che hanno portato alla morte di Abdul Salam Guibre: 19 anni, un milanese con genitori del Burkina Faso. Secondo NoirPink Schifani ha avuto un bel dire che in Italia non ci sia di che preoccuparsi. Per capire lo scatenarsi della violenza di un padre di 51 e un figlio di 31 anni contro una banda di ragazzi di colore con una timida voglia di provocazione da rubarsi dei dolcetti in un bar – dice – bisognerebbe vedere da dove parte il clima di «caccia alle streghe». «Abbiamo televisioni e giornali che, dopo settimanali e dvd, ormai per vendere copie allegano ogni giorno una buona dose di xenofobia». E allora, dice NoirPink: «Succede che uccidi lo ’straniero’ perché forse è un assassino, succede che stupri la ’straniera’ perché suo fratello forse è uno stupratore…che togli tutto allo straniero perchè temi che voglia togliere tutto a te. E succede che a Milano due italiani-brava-gente uccidano a sprangate un ragazzino di colore e siano poi sommersi dalle dure parole di condanna dei loro stessi mandanti». Girando su siti e blog, si trovano molte reazioni alla morte di Abbo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79020
La «donnina» e il reverendo
Alice Pleasance Liddell – la bambina che ispirò a Lewis Carroll l’omonima eroina del suo libro – nacque a Westminster il 4 maggio 1852 e morì il 16 novembre del 1934. Tutto iniziò un pomeriggio d’estate durante una gita in barca lungo il Tamigi. La piccola Alice chiese al reverendo di raccontarle una storia, mentre Duckworth, un amico dello scrittore, remava lungo il tratto da Oxford a Godstow. Era il 4 luglio 1862. Oggi lo potremmo ricordare come il compleanno dell’Alice letteraria. La sua gemella «reale», invece, era la quarta di dieci figli di Henry George Liddell, decano del Christ Church College di Oxford, lo stesso dove insegnò Lewis Carroll. Una volta cresciuta, Alice divenne – con l’aiuto di John Ruskin – un’artista. Girò l’Europa con le sue sorelle, avendo modo di pubblicare una serie di acquerelli e di bozzetti. Fu amante del principe Leopold, figlio della regina Vittoria, prima di sposarsi con uno studente di Oxford da cui ebbe tre figli. Per il resto la sua vita fu una serie di delusioni: due dei suoi figli morirono nella Prima guerra mondiale e a causa di difficoltà finanziare dovette vendere all’asta l’esemplare di Alice nel paese delle meraviglie che Carroll le aveva regalato.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279888